I consumatori italiani chiedono alle imprese maggiore trasparenza, coerenza e impegno sui temi ambientali e sociali. La sostenibilità è diventata un prerequisito per poter competere sui mercati.
Tuttavia il livello di maturità ESG resta limitato, soprattutto nelle PMI, dove l’integrazione nei processi e nelle decisioni è spesso parziale.
In questo articolo analizziamo le implicazioni per le imprese e l'importanza di competenze manageriali specialistiche per integrare efficacemente i criteri ESG nella strategia aziendale.
Il rapporto Ipsos del 2025: cresce la domanda di sostenibilità
Il mercato italiano ha già integrato la sostenibilità nei criteri di scelta. I dati Ipsos mostrano una pressione concreta su vendite, reputazione e competitività.
Secondo il rapporto Ipsos “Rilanciare la responsabilità d’impresa attraverso la concretezza” presentato a ottobre 2025 al Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale:
L'ultimo dato è particolarmente rilevante perché descrive un comportamento già avvenuto, non un’intenzione futura. Un dato che fa riflettere e che conferma un fatto: la sostenibilità non incide solo sull’immagine e sulla reputazione aziendale, ma (in modo semrpe più importante) sulle decisioni di acquisto degli italiani.
La ricerca Ipsos evidenzia una forte differenziazione nel sistema produttivo nazionale.
La segmentazione delle aziende italiane evidenzia tre gruppi principali:
Se è vero che un'impresa su due ha già intrapreso un percorso di sostenibilità ambientale, è altrettanto vero che solo una minoranza è oggi pienamente strutturata e che per le PMI si apre un tema competitivo: chi non integra l’ESG nella governance corre il rischio concreto di esclusione dal mercato e dalla filiera.
La sostenibilità influisce su tre aree decisive per la competitività delle PMI:
I dati Ipsos mostrano che le aspettative dei consumatori nei confronti delle imprese sono elevate e che le politiche ESG hanno un impatto diretto non solo su reputazione e fiducia ma anche sulle decisioni di acquisto.
Il 77% degli italiani ritiene che le imprese non facciano ancora abbastanza per l’ambiente, a fronte di un 72% di cittadini che affermano di fare personalmente già tutto il possibile per ridurre il proprio impatto.
Il 64% ritiene giusto che le aziende prendano posizione su questioni sociali;
il 52% afferma di non voler acquistare da imprese che assumono posizioni non condivise;
il 47% ha già smesso di comprare da marchi percepiti come non coerenti sul piano valoriale o comportamentale.
La sostenibilità ha quindi un impatto diretto sul valore del brand sia di breve che di medio-lungo periodo.
"Dobbiamo chiederci come possiamo essere più concreti, come dimostrare che l’impegno profuso ha davvero impatto, come impostare una narrazione non più basata solo su uno ‘story telling’ emozionale, ma unire l’emozione di pensare ad un mondo migliore con la serietà di un impegno preso, rispetto al quale ci impegniamo davvero a cambiare il nostro modo di consumare, produrre, essere”, afferma Andrea Alemanno, Service Line Head Public Affairs & Corporate Reputation di Ipsos Doxa.
Le imprese di maggiore dimensione devono rendicontare gli impatti ESG lungo l’intera catena del valore. Di conseguenza, richiedono ai fornitori dati strutturati su:
Le PMI che non dispongono di sistemi di raccolta dati e monitoraggio ESG incontrano difficoltà nel rispondere a queste richieste. In alcuni settori, l’assenza di evidenze documentate comporta esclusione da gare o vendor list.
Gli istituti finanziari integrano indicatori ESG nei modelli di valutazione del rischio.
Per le PMI, la presenza di:
contribuisce alla valutazione complessiva dell’affidabilità aziendale.
L’assenza di informazioni ESG strutturate può incidere su:
Molte PMI hanno introdotto iniziative legate alla sostenibilità, come interventi di efficientamento energetico o azioni di responsabilità sociale. Tuttavia, nella maggior parte dei casi l’ESG non è ancora integrato nei budget, nei KPI e nei processi decisionali.
Le principali criticità riguardano:
Integrare l’ESG significa:
Per una PMI questo comporta un’evoluzione del sistema decisionale. L’ESG modifica i criteri con cui l’impresa valuta:
Senza una strutturazione adeguata, le iniziative restano episodiche e non producono effetti misurabili sulle perfomance di mercato.
Per integrare i criteri ESG nei processi e nelle decisioni aziendali, le PMI devono poter accedere a profili manageriali con esperienza concreta nella strutturazione e gestione di sistemi ESG.
Nei casi in cui la PMI non è in grado di assumere un ESG manager a tempo pieno, il modello fractional consente di integrare esperienza senior con un impegno proporzionato e modulabile nel tempo:
1. Coordina il percorso di sostenibilità
2. Defiinisce priorità operative e KPI
3. Supporta il management nelle decisioni strategiche
Questo consente di strutturare il percorso ESG in modo coerente con la dimensione aziendale e di modulare l'impegno del manager in base alle esigenze specifiche.
Per approfondire le caratteristiche del Fractional ESG manager, leggi l'articolo dedicato.
La ricerca Ipsos conferma che la sostenibilità è entrata stabilmente nei criteri di valutazione delle imprese. Incide su reputazione, fiducia, decisioni di acquisto, continuità delle relazioni di fornitura e condizioni di accesso al credito.
Per le PMI, che presentano in larga parte un livello ancora medio-basso di strutturazione ESG, l'impatto è sulla competitività. Senza integrazione sistemica dei criteri ESG, il rischio è un indebolimento della posizione di mercato e del valore aziendale nel tempo.
In questo scenario, la disponibilità di competenze manageriali specialistiche rappresenta un fattore determinante per trasformare la sostenibilità in un elemento strutturale della strategia d’impresa.
ESG indica i criteri Environmental, Social e Governance utilizzati per valutare l’impatto ambientale, sociale e la qualità della gestione aziendale. Per un’impresa, significa integrare questi fattori nelle decisioni strategiche e nei sistemi di misurazione delle performance.
La sostenibilità è il principio generale di equilibrio nel lungo periodo. L’ESG è la sua applicazione operativa attraverso indicatori misurabili, processi di monitoraggio e criteri utilizzati da clienti, investitori e banche per valutare l’impresa.
Le banche integrano indicatori ESG nella valutazione del rischio. La presenza di sistemi di monitoraggio e policy formalizzate può influire sul merito creditizio, sulle condizioni applicate e sull’esito delle richieste di finanziamento.
Catena del valore: insieme delle attività e dei soggetti coinvolti nella produzione e distribuzione di un prodotto o servizio, inclusi fornitori e partner commerciali.
Vendor list: elenco qualificato di fornitori approvati da un’impresa sulla base di criteri tecnici, economici e ESG.
Rating interno: sistema di valutazione utilizzato dagli istituti finanziari per attribuire un livello di rischio all’impresa ai fini della concessione del credito.
Covenant: clausole contrattuali inserite nei contratti di finanziamento che impongono all’impresa il rispetto di determinati parametri economici o gestionali.
Pricing del debito: determinazione del costo del finanziamento applicato all’impresa in funzione del profilo di rischio complessivo.